Pachino

(Bachinu o Pachinu in siciliano) è un comune italiano di poco più di 22.000 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.

Pachino è la città che ospita la coltivazione IGP del pomodoro ciliegino detto, appunto, Pachino.

Territorio

Pachino è situata nell’estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. I comuni limitrofi sono: Noto a nord, Portopalo di Capo Passero a sud e Ispica a ovest.

Le spiagge

Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois), Costa dell’Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse. Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea; ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese. La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l’interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del windsurf.

Storia

Le origini del nome
Il nome deriverebbe dal fenicio pachum, che significa “guardia”. Secondo il Fazello, l’origine deriverebbe invece dal greco antico pachys, che significa “abbondante”, “fertile”. Esistono altre teorie che ne fanno risalire il significato a Pachys Oinos, che significa “terra abbondante di vino”, oppure, riferendosi all’isola di Capo Passero, a Pacheia Nesos, ovvero “isola dalla largacirconferenza”.

Preistoria

Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l’8000 e il 1500 a.C.), l’uomo passò a vivere nellegrotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell’età del ferro, del rame e del bronzo, fino all’arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata “Cugni di Calafarina”. Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati.

Antichità

Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.

Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. Con loro si sviluppò notevolmente l’agricoltura, e specialmente la coltivazione della vite e delfrumento. Nel periodo ellenistico, furono edificati alcuni templi, di cui uno dedicato ad Apollo Libystino. Ancora oggi rimangono i resti di un tempietto votivo agreste in contrada Cugni, località nella quale furono tracciate le rotaie della via Elorina, tuttora ben visibili sulla roccia. La contrada Cugni, per l’alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di “parco archeologico”.

Medioevo

Dopo i romani, arrivarono i bizantini (dal 300 all’800), quindi gli arabi (dall’800 al 1090) ed, infine, i normanni. Gli arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino aglianni cinquanta, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l’acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l’irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.

Il declino della città inizia con i normanni, gli aragonesi ed gli angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei turchi.

Età moderna

Dal 1583 al 1714, nascono in Sicilia un centinaio di nuove terre feudali. In questo periodo si determina un sostanziale cambiamento della geografia dell’agro netino, con la fondazione, nella fascia costiera tra le tonnare di Marzamemi e Capo Passero e dei porti di Portopalo e della Marza, di Pachino e Portopalo.

 Palazzo Tasca

La storia dell’attuale Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e, come tali, aventi su tali feudi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando IV delle Due Siciliel’autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1º dicembre 1760, ottenendo così l’investitura del titolo di Barone della neonato feudo.

Il 10 luglio 1943, nel tratto di costa che va da Licata a Pachino, ebbe inizio con l’sbarco in Sicilia, lo sbarco in Sicilia da parte degli Alleati. L’attacco all’Italia fu deciso da americani ed britannici durante laConferenza di Casablanca; la pianificazione e organizzazione vennero affidate al generale Dwight Eisenhower. L’operazione Husky costituì uno dei più grandi sbarchi della seconda guerra mondiale, permise il ritorno in Europa delle potenze anglosassoni e l’attacco alla potenza più debole dell’Asse. Una narrazione degli avvenimenti è contenuta anche in C’era una volta una guerra. Cronache della Seconda guerra mondiale, del celebre scrittore statunitense John Steinbeck, il quale vi prese parte in qualità di giovane ufficiale addetto alla cronistoria. Fu la prima città italiana liberata dagli anglo-americani, e l’avvocato Pacca divenne il primo sindaco dell’Italia libera.

Monumenti e luoghi d’interesse

  • Chiesa Madre SS. Crocifisso: edificata nel 1790 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana, si presenta con una semplice struttura comprendente una sola navata con una cappella a destra dell’abside; vi si conservano i resti di Gaetano e Vincenzo Starrabba. Restaurata nel 2010.
  • Torre Scibini: fatta costruire nel 1494 dal conte Antonio de Xurtino per rimediare alle ruberie del feudo e se necessario, correre in aiuto per le scorrerie dei pirati saraceni[3]
  • Tonnara di Marzamemi: risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; nel 1630, venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata
  • Palazzo e Chiesa della tonnara: edificati nel 1752.
  • Palazzo Tasca: costruzione ottocentesca, che ospita un suggestivo cortile pavimentato con basole di pietra calcarea.

Siti archeologici

Ingresso della Grotta Calafarina
  • Grotta Corruggi (paleolitico);
  • Fosse per la raccolta delle acque piovane (paleolitico);
  • Grotta del Fico (mesolitico);
  • Grotta Calafarina (neolitico);
  • Necropoli (tombe a forno), dolmen e forno (neolitico);
  • Basamenti di capanne (neolitico);
  • Tempio greco (basamento per le colonne) (III secolo);
  • Villaggio romano (III o IV secolo).

Cultura

Dal 2007 la città di Pachino è gemellata con il comune svizzero di Bienne.

Chiese

  • Chiesa del SS Crocifisso (Chiesa Madre);
  • Chiesa Madonna del Rosario di Pompei;
  • Chiesa San Corrado;
  • Chiesa San Giuseppe;
  • Chiesa San Francesco;
  • Chiesa Sacro Cuore di Gesù;
  • Chiesa Santi Angeli;
  • Chiesa Santi Pietro e Paolo;
  • Chiesa San Francesco di Paola (Marzamemi).

Persone legate a Pachino

  • Vitaliano Brancati (Pachino, 24 luglio 1907 – Torino, 25 settembre 1954), scrittore;
  • Margareth Madè (Paternò, 22 giugno 1982), attrice e modella, cresciuta a Pachino;[5]
  • Gian Paolo Cugno (Pachino, 4 gennaio 1968), regista;
  • Cristian Baglieri (Pachino, 23 marzo 1974) calciatore;
  • Luigi Caruso ( Catania, 5 febbraio 1953 ), avvocato penalista, senatore della Repubblica, unico pachinese eletto per due mandati al Parlamento nazionale.

Cinema

Festival del Cinema di Frontiera a Marzamemi

La città di Pachino e i suoi dintorni sono stati più volte scelti come location di diversi set cinematografici, fra cui:

  • Kaos (1984) dei fratelli Taviani;
  • Sud (1993) di Gabriele Salvatores;
  • L’uomo delle stelle (1995) di Giuseppe Tornatore;
  • Oltremare (1999) di Nello Correale;
  • Cuore scatenato (2003) di Gianluca Sodaro;
  • L’iguana (2004) di Catherine McGilvray;
  • Salvatore – Questa è la vita (2006) di Gian Paolo Cugno.

Pachino è stata inoltre il set di alcune puntate della fiction “Il commissario Montalbano”.

Dal 2000 la città ospita il Festival del Cinema di Frontiera, che si svolge nella piazza principale di Marzamemi in piazza Regina Margherita, con proiezioni di film e cortometraggi provenienti da diverse zone del mondo.

Economia

Pachino è un paese che fonda la sua economia essenzialmente sull’agricoltura. Nel XIX secolo si era sviluppata la coltivazione del cotone, ma già dalla fine dell’Ottocento si diffuse e si consolidò la coltura della vite: il territorio pachinese aumenta l’importanza dell’esportazione di mosti e vini destinati ai mercati del nord Italia e della Francia come vini da taglio. Sostanzialmente la maggior parte dell’economia è ancora vincolata alla produzione dell’ortofrutta, nella quale spiccano il Ciliegino di Pachino (IGP) e il “costoluto”, ma le speranze degli agricoltori sono indirizzate alla ripresa della viticultura e, soprattutto, alla produzione di vini di qualità. Il comune fa parte dell’associazione Città del Vino. A Marzamemi viene costruito in località Fossa il Porto Grande, con una profondità tale da permettere l’attracco dei “vapori” che così potevano caricare direttamente il vino, tramite apposite tubazioni che originavano dal vicino palmento Rudinì. Le navi così cariche partivano alla volta di Marsiglia dove scaricavano il prezioso carico. Attività poi proseguita “su ferro” fino alla fine degli anni sessanta; infatti dalla Stazione di Pachino partivano per le dette destinazioni numerosi lunghi treni di carri ferroviari cisterna, spinti da una o due sbuffanti locomotive a vapore, carichi del robusto ed apprezzato vino locale. Negli anni settanta la viticultura pachinese ha attraversato un periodo di crisi, che ha portato all’abbandono e all’estirpazione di molti vigneti, sostituiti da colture in serra di prodotti ortofrutticoli che costituiscono oggi la produzione prevalente. Questo mercato genera un elevatissimo fatturato e occupa almeno 4000 persone solo nel circondario pachinese. Come negli altri casi, anche l’ortofrutta sta vivendo momenti di difficoltà, dovuta a crisi di mercato e infrastrutturali.Si assiste ad una ripresa dei vigneti, dedicati però a produzioni di qualità come il Nero d’Avola ( territorio tra i più vocati dell’isola) e altri vini DOC (Eloro- sotto zona Pachino). Famosa è anche la produzione locale della bottarga di tonno rosso, che viene prodotta artigianalmente, secondo antiche tradizioni arabe, a Marzamemi. Sviluppata è anche la conservazione, artigianale, di prodotti ortofrutticoli, e del pescato locale, custode di tradizioni culinarie antiche, e oggi molto ricercate. Negli ultimi decenni, con la creazione presso Marzamemi del porto turistico, si è assistito ad una forte espansione del turismo nautico. Il turismo è molto sviluppato per via delle spiagge e del mare pulitissimo e anche per il borgo marinaro di Marzamemi, molto apprezzato dai turisti per l’antichità araba di questa frazione.

(FONTE: WIKIPEDIA)